Punteggio di visibilità AI: la posizione del tuo marchio nella ricerca basata sull'intelligenza artificiale
Gli acquirenti chiedono consiglio a ChatGPT, Claude e Gemini prima di effettuare una ricerca su Google.
Il punteggio di visibilità AI mostra a che punto si trova il tuo marchio e su quali aspetti intervenire per primi.
Il consiglio che non si vede mai
La gente chiede risposte all’intelligenza artificiale, e il tuo nome non compare tra queste.
Non è forse un problema comune nel mondo degli affari del 2026?
Quando un acquirente chiede a Claude, ChatGPT o Gemini un consiglio, il modello risponde con una rosa di candidati, a volte indicando un solo nome. Se il tuo marchio non fa parte di ciò che questi sistemi leggono e considerano affidabile, la menzione va a un concorrente. Succede in modo silenzioso: nessun clic, nessuna impressione, nessuna traccia nelle tue statistiche. È un bel problema, in realtà.
Dove finiscono ora le domande
Per due decenni, essere trovati significava comparire nei risultati di Google. Questo aspetto è ancora importante, ma non rappresenta più l’intero quadro, perché il modo in cui le persone effettuano le ricerche è cambiato.
Oltre 1 miliardo di persone utilizza ChatGPT ogni settimana (OpenAI). Le “AI Overviews” di Google, ovvero i riassunti generati dall’intelligenza artificiale che compaiono sopra i risultati di ricerca, raggiungono 2,5 miliardi di persone al mese, mentre la “AI Mode”, la sua funzione di ricerca conversazionale, ha superato il miliardo di utenti mensili nel giro di un anno (Google). Quando compare un riassunto generato dall’intelligenza artificiale, gli utenti cliccano su un sito web in 8 ricerche su 100, contro le 15 in cui tale riassunto non è presente (Pew Research).
Google sta puntando su questo. Nel maggio 2026 ha riprogettato la sua barra di ricerca basandola sull’intelligenza artificiale e ha collegato le “Panoramiche sull’IA” direttamente alla “Modalità IA”: ciò che definisce il prossimo capitolo della Ricerca. L’elenco dei link è ancora presente, ma semplicemente non è più il punto di partenza del processo decisionale.
La ricerca tradizionale di Google mostrava dieci link e lasciava agli utenti la libertà di scegliere. La ricerca basata sull’intelligenza artificiale fornisce un’unica risposta e sceglie al posto loro. La visibilità che ci sono voluti anni per costruire su Google non si trasferisce automaticamente.
Venti, quattro superfici
Il piano editoriale traduce la linea guida in contenuti. Pilastri dei contenuti, formati, canali, lingue, frequenza, ruoli. Indica quali tipi di contenuti daranno attuazione alla strategia, con quale frequenza ciascuno di essi verrà pubblicato, dove, in quale lingua e chi ne è responsabile.
Viene elaborato una volta ogni trimestre. Un trimestre è un periodo abbastanza lungo da individuare uno schema e abbastanza breve da correggerlo. Un piano elaborato per l’intero anno raramente supera la prima fase; un piano rielaborato ogni settimana è un calendario con delle ambizioni.
Prima di ottimizzare qualsiasi cosa, è utile capire a che punto si è.
L'AI Visibility Score sintetizza tutto ciò in un unico valore, calcolato sulla base di quattro criteri: posizionamento su Google, motori di ricerca basati sull'intelligenza artificiale, canali social e il tuo profilo Google My Business.
Ogni aspetto risponde a una domanda diversa: se i motori di ricerca ti individuano ancora, se i modelli ti citano, se i tuoi canali confermano ciò che affermi, se la tua presenza locale regge.
Letti insieme, indicano quale leva si aziona per prima e quale può aspettare.
La valutazione del tuo punteggio è il primo passo del nostro lavoro di ottimizzazione del sito web. Nella nostra pagina dedicata all’intelligenza artificiale e all’automazione puoi scoprire il nostro approccio in materia di visibilità, dati e automazione, e prenotare un audit gratuito per capire a che punto si trova il tuo marchio.